Vera Renczi viene descritta come una serial killer che avrebbe avvelenato 35 persone con l’arsenico. Le ricerche storiche, però, mettono seriamente in dubbio l’intera vicenda.
La storia di Vera Renczi viene raccontata da decenni come quella di una delle più prolifiche assassine seriali europee: una donna che avrebbe eliminato mariti e amanti con l’arsenico, conservandone i cadaveri nella propria cantina. Il problema è che mancano documenti storici affidabili capaci di dimostrare che questa vicenda sia realmente accaduta.

Vera Renczi: il racconto dei 35 uomini avvelenati
La versione diventata celebre deriva da articoli apparsi sulla stampa americana nel 1925. Uno di questi, firmato dal giornalista O. B. Tolischus, parlava di una donna indicata come “Madame Renici”, accusata di avere ucciso 35 persone: due mariti, il figlio di dieci anni e 32 amanti.
Secondo quel racconto, le vittime sarebbero state avvelenate principalmente con arsenico e i loro corpi conservati in contenitori o bare di zinco nella cantina della donna. Alla presunta assassina veniva attribuita anche una confessione nella quale avrebbe spiegato di avere agito per gelosia.
Nelle successive rielaborazioni, “Madame Renici” divenne Vera Renczi, soprannominata la “Vedova Nera”. Comparvero inoltre numerosi dettagli sulla sua vita, sui matrimoni, sul processo e su una presunta condanna all’ergastolo. Il problema è che molti di questi particolari non possono essere collegati a documentazione originale verificabile.
Le ricerche che mettono in dubbio l’intera storia
Già nel 1972, il Guinness Book of World Records precisò di non avere trovato fonti autorevoli capaci di sostenere l’affermazione secondo cui Vera Renczi avesse assassinato 35 persone.
Dubbi ancora più pesanti arrivano dalle ricerche dello studioso serbo Šimon Đarmati, che ha studiato per decenni la storia degli avvelenamenti nel Banato. Đarmati ha dichiarato di avere cercato tracce di Renczi negli archivi storici, negli atti giudiziari e nei giornali dell’epoca, senza trovare documentazione del caso.
Non risultano verificabili con certezza nemmeno dati fondamentali come nascita, arresto, processo, condanna e morte. Per questo non è corretto presentare come fatto accertato che Vera Renczi abbia ucciso 35 persone.
La conclusione più prudente è che la “Vedova Nera” potrebbe essere una figura leggendaria nata dalla stampa degli anni Venti, oppure una storia reale successivamente deformata.